sabato 21 giugno 2014

June 21, 2014: Summer Solstice





Solstizio. Solis statio: l'arresto del Sole. Oggi è il giorno in cui l'astro apollineo raggiunge la massima distanza dall'equatore, conquistando lo Zenith, il punto più alto della volta celeste. E – paradossalmente – da domani le giornate inizieranno ad accorciarsi. Inevitabilmente in cammino verso le brume autunnali. Il solstizio d'inverno, infatti, apre la fase ascendente del ciclo annuale, quello d'estate la fase discendente. Da qui deriva il simbolismo greco-latino delle porte solstiziali rappresentato dalle due facce del dio Giano (successivamente da San Giovanni, che si festeggia a ridosso, il 24 giugno). La porta estiva, dunque, che piaccia o meno, introduce alla fase oscura del ciclo ed è confine che separa la crescita dal declino. 


 
Stonehenge


Giano bifronte


Lo sa(peva) bene William Shakespeare il quale, attorno al 1595, dedica una commedia a queste ore notturne: A Midsummer Night's Dream nella quale, in quell'insondabile astrolabio che è la nostra mente, prendono contorno le immagini e le visitazioni di inesplicabili correspondances sospese al limite fra la veglia e l'in-coscienza onirica. Visitazioni tra terra e sopramondo che assumono le forme del tessitore Botton e dello spirito Puck: antinomiche presenze ai confini dei mondi, in bilico fra l'incertezza di un sogno e la labilità dell'evento verificatosi realmente. Dubbio lasciato fluttuare, flebile, nell'epilogo consegnato da Puck:


Se noi ombre, abbiamo offeso, sol pensate – e tutto è a posto – che, qui, voi solo dormiste e visioni tali apparvero.


 
Johann Heinrich Füssli_matrimonio di Titania_1790






Questa notte, ad ogni modo, in ogni modo è già di per sé un rito. Di passaggio. E così, fuor d'ogni cerimonia becera New Age, se vi capita raccogliete calendula o iperico (la miracolosa erba detta “di San Giovanni” o “Scacciadiavoli” o “delle streghe”); fiori in grado di custodire, trattenere al loro interno l'energia solare. Se vi capita, mescolate i loro petali al pensiero che questa notte di festa ha assonanze con i Saturnali del solstizio invernale e che quindi è, a suo modo, un altro carnevale in cui ogni cosmogonia partecipa dell'eterno ciclo di rinnovamento e di ricrescita, come la fenomenologia dell'Ouroboros dovrebbe sempre ricordarci. O, più semplicemente, una novella breccia per possibili e inediti inni alle metamorfosi. Del resto, il portare un po' di carnevale in terra di quaresima ha pur sempre in sé una coreutica che profuma di fertile e vergine pelle nuova.


El.


Ouroboros


Ouroboros


Ouroboros




Nessun commento:

Posta un commento